| ONIRIC :
progetto nato dalla collaborazione di due noti musicisti della provincia di
BN. Stiamo parlando di Carlo De Filippo, tastierista dei Drammagothica, che
di recente, anche se per breve tempo, ha dato il suo contributo in un
progetto con i Lamia, altro gruppo famoso della città o nome che non
dovrebbe essere nuovo ai nostri lettori, e di Gianpiero Timbro, batterista
dei Sonoria, il quale nel progetto onirico ha abbandonato in parte le
percussioni per dedicarsi a creare suoni graffianti ed armoniosi con le
corde delle sue chitarre. Il progetto ha dato luce ad un lavoro che a mio parere ( quello di una musicista sperimentale ) si colloca tra un giudizio di livello Buono / Ottimo. ( Ognuno poi è libero di giudicare dalla prospettiva del suo punto di vista ) . " Suggestioni ", questo è il titolo del prodotto di uno sperimentalismo impegnato e rivolto a migliorare nel tempo, è aperto dalla malinconica ma incisiva " The rest will flow " , di cui l'eco di una melodia vellutata ed armoniosa che proviene dalle tastiere richiama alla mente sensazioni ormai lontane nel tempo e nello spazio. Le chitarre accompagnano quest'atmosfera piacevole di sottofondo adattandosi perfettamente all'idea di dar vita ad un suono " unico " ma ancor meglio un suono che definirei " suggestivo " . Segue la sublime " Dangling Cloud " , seconda traccia, che, come la precedente, è caratterizzata dall'armoniosa unione di suoni di sottofondo delle tastiere e quello prodotto dalle chitarre, acustiche ed elettriche, le quali, nel momento che precede immediatamente la fine sprigionano tutta la loro potenza facendoci immaginare un finale paragonabile al genere rock, ma subito siamo quasi costretti a ricrederci perché le nuvole ciondolanti non possono e non vogliono lasciarci in mezzo alla tempesta ma riportarci a sognare con i magici acuti toccati dalle tastiere . " Euphonia Revolver " , brano che, per certi versi, assocerei quasi totalmente al genere rock, esclusi i momenti in cui emergono quegli elementi che ricordano la composizione tierseniana ( di fronte alla quale ci dovremmo inchinare ) , presenti in apertura, in chiusura e nel bel mezzo dell'esecuzione : giri di carillon, effetti sintetici ottenuti grazie all'ausilio sel synthesizer ; momento particolare che va menzionato è quello in cui prevale il ritmo spagnoleggiante segnato dalle nacchere a cui segue l'improvviso scatenarsi dei tasti del synthesizer. E' questo il risultato di una collaborazione attenta e rivolta a stupirci con quei particolari che non possono lasciarci indifferenti, che non possono non stupirci e renderci, dunque suggestionati ! In chiusura " Destroy Paranoia " , il brano che ha suscitato maggior interesse verso un pubblico variegato e numeroso ... " Mi rifugio in te, silenzio ... ". Effetti particolari prodotti dalle chitarre , e il cambio di tono delle tastiere, che oscillano tra gli acuti ed alti suoni degli ultimi tasti, ad un suono più denso e corposo dell'eco di un pianoforte elettrico prodotto in lontananza, elemento che ha reso ancor di più ricca di sfumature magiche la realizzazione di questo brano, una versione che purtroppo non è presente nel disco ( almeno per il momento ) e che si è avvalsa della collaborazione di una splendida voce tenue e nascosta di Simona Giusti. Il 7 ottobre 2006 gli Oniric si sono esibiti dal vivo al C.S.A. Depistaggio di Benevento. Non essendo stata presente alle precedenti esibizioni live, mi sento in dovere di esprimere un commento sulla serata. Con la partecipazione di un secondo chitarrista, Luigi De Luca, di un bassista, Marco Rabuano, ed un batterista, Carmine Martone, musicisti validi, gli Oniric al completo sono stati capaci di stupirmi ancora una volta per la perfetta coesione e fusione avvenuta tra le varie parti degli strumenti utilizzati. L'idea di dar vita ad un'esibizione rock non rientrava nei loro progetti, né tantomeno definirei rock puro quello che ne è emerso dalla serata, ma ciò che riesce a rapire la mia mente e la mia attenzione di conseguenza, sono i suoni forti e concisi e quelli melodici e soavi di sottofondo. Gli Oniric sono riusciti a rapirmi, per questo consiglio ai lettori interessati a conoscere questo tipo di sperimentalismo a non perdere i prossimi appuntamenti con questi promettenti grandi musicisti. Michela Parente. |